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Deputazione di storia patria per la Toscana

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Deputazione

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Centro di Studi sulla Civiltà Comunale

Il Centro di Studi sulla Civiltà Comunale trova in Firenze una sede naturale perché la città – come è noto – fu luogo eminente dell’esperienza comunale, per la longevità straordinaria della sua durata, per lo sviluppo impetuoso delle componenti sociali ed economiche, per la maturità raggiunta dalle sue sperimentazioni politiche e istituzionali, per la sintesi raffinata delle sue espressioni artistiche e culturali. La storia comunale di Firenze è infatti oggetto di una diuturna tradizione di studi e di ricerche che non coinvolge solo la scuola medievistica dell’Ateneo di Firenze – che individua in Pasquale Villari, Gaetano Salvemini, Nicola Ottokar, Ernesto Sestan ed Elio Conti i suoi precursori e maestri – ma anche una ricchissima presenza internazionale, da Robert Davidsohn ad Alfredo Doren, da Johan Plesner a Peter Herde, da Yves Renouard a Charles de la Roncière, da Nicolai Rubinstein a Philip Jones, da Gene A. Brucker a William Bowsky, per citare solo alcuni nomi di studiosi tra i più eminenti.

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La forte attenzione degli studi per la civiltà comunale, non solo fiorentina ma più generalmente italiana, è motivata da quel complesso di sviluppi che – tra i secoli XI e XIV – caratterizzarono peculiarmente le città dell’Italia centrale e settentrionale rispetto al più generale movimento europeo di autogoverno urbano. Fu infatti solo nelle città italiane che il grado di autonomia politica fu sintesi di una civilitas

urbana che raggiunse la pienezza delle proprie espressioni. Basti pensare allo straordinario sviluppo economico delle città italiane e dei suoi operatori (mercanti, banchieri, imprenditori, artigiani, detentori e sviluppatori di saperi e competenze professionali), alla complessità degli sviluppi sociali (con l’evoluzione, spesso conflittuale, di nuovi soggetti quali la borghesia, il proletariato, la stessa cavalleria urbana), alla maturità delle esperienze politiche (caratterizzate dalla sperimentazione di forme avanzate di partecipazione e di rappresentanza istituzionali e giuridiche), all’evoluzione del pensiero politico (favorito dalla disseminazione degli studia urbani e dall’enuclearsi di figure di intellettuali laici), alla fioritura culturale ed artistica (dagli interventi urbanistici alle committenze degli enti ecclesiastici, pubblici e privati), al vigore delle esperienze religiose (con la genesi urbana degli ordini minori, lo sviluppo della predicazione e delle forme di devozione laica confraternale), al grado avanzato di alfabetizzazione (che non fu solo patrimonio di chierici e notai, ma diffuso tramite scuole di base laiche ed ecclesiastiche), allo stretto legame (religioso, amministrativo, economico) che unì le città al proprio territorio rurale nell’ambito delle diocesi e dei contadi.

Altresì, non vanno dimenticati gli intensi legami che le città comunali seppero stringere con le sovranità universali (basti pensare al ruolo dei giuristi bolognesi nel riconfigurare le prerogative pubbliche dell’impero, o a quello dei banchieri soprattutto toscani nell’appalto della fiscalità pontificia), con le società e i regni dell’Europa mediterranea e continentale (non solo attraverso le rotte commerciali terrestri e marittime, ma anche con lo sviluppo di avanzatissime tecniche mercantili, di una mentalità imprenditoriale originale, e con il finanziamento delle grandi monarchie europee da parte dei banchieri italiani), e con l’Oriente (dalle vie di commercio ai pellegrinaggi, ai rapporti culturali e religiosi). La grande figura di Dante Alighieri ben sintetizza la centralità italiana nella cultura europea, e, d’altra parte, non si può dimenticare come la lingua italiana nasca proprio in ambito comunale, allo stesso modo del primo umanesimo di Francesco Petrarca. Personaggi come Giotto di Bondone, Arnolfo di Cambio, Bartolo da Sassoferrato e altri ancora testimoniano, a loro volta, la ricchezza e l’attualità della tradizione della civiltà comunale, che fu variegata nelle sue espressioni locali quanto omogenea nel suo policentrismo.

Il Centro di Studi sulla Civiltà Comunale ha lo scopo di promuovere e coordinare la ricerca nel campo degli studi di storia della civiltà comunale, mediante progetti di ricerca, incontri di studio, pubblicazioni a stampa e digitali, e la formazione avanzata di giovani studiosi nelle discipline attinenti alla civiltà comunale. Esso unisce, a questi fini, una pluralità di specialisti che a Firenze, in altre sedi italiane, e all’estero, svolgono ricerca nei campi della storia, della letteratura, dell’arte, dell’archeologia, del diritto, della filosofia, della cultura e delle mentalità. Le linee di ricerca si indirizzeranno sia su tematiche specifiche all’interno di ciascuno di questi ambiti, sia su percorsi trasversali e interdisciplinari. L’integrazione di diversi orientamenti e metodologie di studio è intesa a favorire l’arricchimento delle prospettive problematiche e degli interessi tematici. In particolare, saranno privilegiati i seguenti ambiti: la storia della produzione, conservazione e tradizione della documentazione; la storia delle strutture economiche e sociali; la storia politica e istituzionale e del pensiero giuridico e politico; la storia delle istituzioni ecclesiastiche e della storia religiosa; la storia della cultura e delle arti; la storia delle relazioni tra città e contado; la storia territoriale.

Il Centro di Studi sulla Civiltà Comunale è promosso da studiosi, specialisti e qualificati in ambito internazionale, delle aree disciplinari convergenti, appartenenti al Dipartimento di Storia, Archeologia, Geografia, Arte, Spettacolo dell’Università di Firenze – presso il quale il Centro ha sede amministrativa -, ad altri Dipartimenti dell’ateneo, e ad altri enti e istituzioni. Partner istituzionali del Centro sono in primo luogo alcune istituzioni con sedi in Toscana – l’Archivio di Stato di Firenze, la Deputazione di Storia patria per la Toscana, la Società pistoiese di Storia patria, il Centro Italiano di Studi di storia e d’arte di Pistoia, e il Centro di studi e di documentazione sulla storia religiosa della Toscana “Memoria Ecclesiae” – con le quali sono in corso accordi di collaborazione, che saranno progressivamente estesi ad altre istituzioni scientifiche italiane e straniere.

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Il Centro di Studi sulla Civiltà Comunale collabora alle attività del dottorato di ricerca in Studi storici delle Università di Siena e Firenze, e sostiene la ricerca per giovani studiosi già in possesso del titolo che intendano proseguire le loro indagini nell’ambito degli studi comunali, favorendone attivamente l’inserimento nel contesto internazionale degli studi.

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